psichiatria

Malinconia d’autunno o vero disturbo? Parola allo psichiatra.

Cari lettori,
è il Dr. Antonios Soumelis, psichiatra del Poliambulatorio Punto San Lazzaro, a parlarvi oggi. Quante volte, in queste settimane, avete sentito o pronunciato frasi come: “Con questo grigio fuori, non ho proprio energia” o “In autunno mi sento sempre un po’ giù”?

È una sensazione comune, quasi un rito di passaggio dalla spensieratezza estiva alla malinconia invernale. Ma quando questa “malinconia” diventa qualcosa di più serio? Oggi vorrei fare chiarezza su una condizione reale e riconosciuta: il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD).

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Non è solo tristezza: cos’è il Disturbo Affettivo Stagionale (SAD)?

Il SAD non è semplicemente sentirsi un po’ giù. È un vero e proprio tipo di depressione che segue un andamento stagionale, tipicamente (ma non solo) in autunno e inverno, e che si risolve in primavera.

I suoi sintomi vanno ben oltre la stanchezza:

  • Umore depresso per la maggior parte del giorno.

  • Perdita di interesse per le attività che di solito vi piacciono.

  • Aumento del sonno e sonnolenza diurna costante.

  • Aumento dell’appetito, con voglie irresistibili di carboidrati e dolci (che possono portare a un aumento di peso).

  • Mancanza di energia, affaticamento.

  • Difficoltà di concentrazione.

  • Ritiro sociale: la tentazione di chiudersi in casa e evitare gli altri diventa forte.

La causa principale è legata alla riduzione della luce solare. La minore esposizione alla luce altera i nostri “orologi” biologici interni (ritmi circadiani) e influisce sulla produzione di importanti neurotrasmettitori, come la serotonina (legata all’umore) e la melatonina (legata al sonno).

Dalla “Malinconia” al SAD: come si cura?

La buona notizia è che il Disturbo Affettivo Stagionale si può curare efficacemente. Ecco i tre pilastri della terapia:

  1. Fototerapia: È il trattamento di prima linea per il SAD. Consiste nell’esposizione quotidiana a una luce molto intensa e bianca (lampade specifiche), che mimano la luce naturale. Sedersi per 20-30 minuti al mattino davanti a questa luce speciale può fare una differenza enorme, aiutando a “resettare” il ritmo circadiano.

  2. Psicoterapia: Un percorso, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale, aiuta a identificare e modificare i pensieri e i comportamenti negativi associati alla stagione invernale, sviluppando strategie sane per affrontarli.

  3. Stile di Vita e, se necessario, Farmacoterapia: Cercare di passare più tempo possibile all’aria aperta anche quando è nuvoloso, fare regolare attività fisica e mantenere una routine di sonno sono fondamentali. Nei casi più severi o che non rispondono ad altre terapie, possiamo valutare l’uso di antidepressivi, sempre sotto stretto controllo medico.

Un consiglio da amico

Se vi riconoscete in questi sintomi e sentite che stanno compromettendo la vostra qualità di vita, non sminuite il problema come “malinconia”. Parlatene con il vostro medico di base o rivolgetevi a uno specialista.

Vi ricordo che sono a vostra disposizione per una consulenza presso il Poliambulatorio Punto San Lazzaro di Pinerolo. Affrontare insieme il problema è il primo, fondamentale passo per ritrovare il benessere e vivere serenamente ogni stagione dell’anno.

Un caro saluto,

Dr. Antonios Soumelis

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